Civita di Bagnoregio è un caratteristico borgo antico che sorge nel cuore della Tuscia Laziale, fa parte del comune di Bagnoregio ed è un incantevole centro abitato unico nel suo genere…

La cittadina di Civita di Bagnoregio si erge su una piccola collina, dominando dall’alto le valli dei due piccoli torrenti Torbido e Chiaro, la caratteristica che salta subito all’occhio osservando la piccola frazione, e per la quale il paese è così famoso in tutto il mondo, è quella di sorgere nella valle dei calanchi e di trovarsi in posizione isolata rispetto al resto degli altri paesi, il paese è oggi quasi totalmente disabitato e vi si può accedere solamente per mezzo di una unica strada, realizzata in cemento.

La vista dal belvedere, unico punto di partenza per raggiungere a piedi la cittadina di Civita di Bagnoregio, è mozzafiato… una stradina di cemento conduce, salendo verso la fine, ad un borgo da favola che sembra essere sospeso tra una mito e storia, un luogo magico e mistico, case antiche che sorgono attorno alla piazza principale, dove sorge la Chiesa di San Donato, ed altre affacciate verso la valle dei calanchi, donando al visitatore una vista unica nel suo genere, con la sensazione di essere sospesi nel vuoto, sorretti da una qualche misteriosa forza che ancora oggi custodisce questo borgo.

Civita di Bagnoregio is a characteristic ancient village that rises in the heart of the Tuscia Laziale, it is part of the municipality of Bagnoregio and is an enchanting inhabited center unique in its kind …

The town of Civita di Bagnoregio stands on a small hill, dominating the valleys of the two small torrents Torbido and Chiaro, the characteristic that immediately jumps to the eye by observing the small village, and for which the town is so famous in the whole world, is to rise in the valley of the badlands and to be in an isolated position compared to the rest of the other countries, the country is almost totally uninhabited today and can be accessed only by means of a single concrete road.

The view from the belvedere, the only starting point to reach the town of Civita di Bagnoregio on foot, is breathtaking … a small concrete road leads, climbing towards the end, to a fairytale village that seems to be suspended between a myth and history, a magical and mystical place, ancient houses that stand around the main square, where stands the Church of San Donato, and others facing the valley of the calanchi, giving the visitor a unique view, with the feeling of being suspended in a vacuum, supported by some mysterious force that still today preserves this village.

Il lago di Bolsena, quinto per dimensioni in Italia, si trova nell’alto Lazio, al confine con Umbria e Toscana, nella caldera principale del complesso vulcanico Vulsinio. I centri abitati, ricchi di storia, sia sulle rive che sui crinali dei monti Volsini, sono molti.

Partendo da Bolsena e seguendo la strada panoramica in senso orario, troviamo in ordine: Bolsena, la città che ha dato il nome al lago, Montefiascone, con il più bel panorama complessivo del lago, Marta, principale e attivo porto dei pescatori, Capodimonte, sul pittoresco promontorio che si protende verso il lago, Valentano, con il suo ampio panorama dominante la conca del lago, Gradoli, su uno sperone di tufo all’interno del recinto craterico, Grotte di Castro, conserva il fascino della struttura medioevale, San Lorenzo Nuovo, perfetto esempio di impianto urbanistico del Settecento, Isola Bisentina, attraente e sinuosa come una bella donna e l’Isola Martana, la famosa isola della Regina Amalasunta.

The Bolsena lake, the fifth largest in Italy, is located in the upper Lazio region, on the border with Umbria and Tuscany, in the main caldera of the Vulsinio volcanic complex. The inhabited centers, rich in history, both on the banks and on the ridges of the Volsini mountains, are many.

Starting from Bolsena and following the panoramic road clockwise, we find: Bolsena, the town that gave its name to the lake, Montefiascone, with the most beautiful panorama of the lake, Marta, the main and active port of the fishermen, Capodimonte, on the picturesque promontory that stretches towards the lake, Valentano, with its wide panorama dominating the basin of the lake, Gradoli, on a tufa spur within the crater enclosure, Grotte di Castro, retains the charm of the medieval structure, San Lorenzo New, perfect example of eighteenth-century urban planning, Isola Bisentina, attractive and sinuous as a beautiful woman and the Martana Island, the famous island of Queen Amalasunta.

STORIA DEL PARCO DI BOMARZO

Bomarzo, borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino, possiede un’opera unica al mondo, la Villa delle Meraviglie, chiamata anche Sacro Bosco, spesso definito Parco dei Mostri.

Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell’erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all’italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica. con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d’acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico “boschetto” facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che altenò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni. Il Sacro Bosco, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione irregolare; i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da coerenza di proporzioni. ll tutto è inventato con criteri iconologici che sfuggono anche ai più appassionati studiosi, autentico labirinto di simboli che avvolge chi si addentra fisicamente o intellettualmente. Questi i motivi che hanno ispirato molti artisti del tempo, come Annibal Caro, Bitussi e il Cardinal Madruzzo. ln seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che dopo secoli di abbandono è stato rivalutato da intellettuali e artisti come Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz e Maurizio Calvesi.

Bomarzo, a village in Lazio at the foot of Mount Cimino, possesses a unique work, the Villa of Marvels, also called the Sacred Wood or Park of Monsters. lt was designed by Prince Vicino Orsini and the great architect Pirro Ligorio in 1552.

The park is unique, even if it belongs to the erudite architectural-naturalistic culture of the second half of the sixteenth century. Refined ltalian style gardens follow geometric and perspective rationality with embellishments such as wide terraces, fountains with water games and mannerist sculptures. On the contrary the learned Prince of Bomarzo dedicated himself to creating an eccentric “wood” having the blocks of peperino emerging from the ground sculpted into enigmatic figures of monsters, dragons, mythological subjects and exotic animals, a crooked house, a funerary temple, fountains, seats and obelisks with carved mottoes and inscriptions.

The Sacred Wood is an unusual solution which does not follow sixteenth century usage; the different elements have no perspective relationship between each other and have no coherence or common proportions. Everything is invented with iconological criteria which escape even the most impassioned scholars, a labyrinth of symbols which envelopes anyone who enters. They inspired many artists at the time including Annibal Caro, Bitussi and Cardinal Madruzzo. After the death of Vicino Orsini nobody took charge of the place and it only began to be appreciated by intellectuals and artists such as Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz and Maurizio Calvesi after centuries of neglect.

 

Orvieto è un piccolo borgo dell’Umbria abbarbicato su una rupe di tufo. Il Duomo (1290) con la sua facciata a mosaico ospita una scultura marmorea della Pietà. Il Pozzo di San Patrizio (XVI secolo) dispone di una doppia scala a chiocciola. Una rete di grotte sotterranee testimonia le radici etrusche della cittadina. Manufatti di quel periodo, tra cui ceramiche e oggetti in bronzo, sono esposti al Museo Archeologico

Orvieto is a small village in Umbria perched on a tufa cliff. The Duomo (1290) with its mosaic façade houses a marble sculpture of the Pietà. The Well of Saint Patrick (XVI century) has a double spiral staircase. A network of underground caves testifies to the Etruscan roots of the town. Artifacts from that period, including ceramics and bronze objects, are on display at the Archaeological Museum

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